sabato 20 aprile 2013

Dal diario di Santa Faustina Kowalska



Dal diario di Santa Faustina Kowalska 




Santa Faustina, nel suo Diario riporta questo commovente dialogo tra Dio Misericordioso e l’anima peccatrice.




Gesù: “Anima peccatrice, non aver paura del tuo salvatore. Io per primo Mi avvicino a te, poiché so che tu da sola non sei capace di innalzarti fino a Me. Non fuggire, figliola, dal padre tuo. Cerca di parlare a tu per tu col tuo Dio misericordioso, che desidera dirti parole di perdono e colmarti delle Sue grazie. Oh, quanto mi è cara la tua anima! Ti tengo scritta sulle mie mani. Sei rimasta incisa nella ferita profonda del Mio Cuore.

L’anima: “Signore, sento la Tua voce che m’invita ad abbandonare la cattiva strada, ma non ho né forza né il coraggio”.

Gesù: “Sono la tua forza. Io ti darò la forza per la lotta”.

L’anima: “Signore, conosco la Tua santità, ed ho paura di Te”.

Gesù: “Perché hai paura, figlia Mia, del Dio della Misericordia? La Mia Santità non M’impedisce di essere misericordioso con te. Guarda, o anima, che per te ho istituito un trono di Misericordia sulla terra, e questo trono è il tabernacolo e da questo trono di Misericordia desidero scendere nel tuo cuore. Guarda, non Mi sono circondato né da un seguito né da guardie, puoi venire da Me in ogni momento, in ogni ora del giorno voglio parlare con te e desidero elargirti le Mie grazie.

L’anima: “ Signore ho paura che non mi possa perdonare un così gran numero di peccati, la mia miseria mi riempie di terrore”.

Gesù: “La Mia Misericordia è più grande delle tue miserie e di quelle del mondo intero. Chi ha misurato la Mia bontà? Per te sono disceso dal cielo in terra, per te Mi sono lasciato mettere in croce, per te ho permesso che venisse aperto con la lancia  il mio sacratissimo Cuore ed ho aperto per te una sorgente di Misericordia. Vieni e attingi le grazie da questa sorgente con il recipiente della fiducia. Non respingerò mai un cuore che si umilia; la tua miseria verrà sprofondata nell’abisso della mia Misericordia. Perché mai dovresti litigare con me sulla tua miseria? Fammi il piacere, dammi tutte le tue pene e tutta la tua miseria ed io ti colmerò con i tesori delle Mie grazie”.




(diario – V quaderno, II parte)

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