sabato 19 ottobre 2013

Il Cerbiatto




Sono quel cerbiatto apparso tra i rami del bosco,
accanto alla sponda del fiume,
dove le acque sono più profonde.

Mi hai creduto fragile
notando le mie esili zampe
e lo sguardo smarrito dei miei occhi languidi.

Credevi che avrei cercato rifugio nella tua capanna,
vicino al calore ardente del tuo fuoco.
Pensavi di vedermi implorare un asilo sicuro
per gli anni di là a venire.

Certo, sarebbe stato dolce correre tra le piante di lillà,
brucare erba tenera
e dissetarmi con l'acqua pura del tuo pozzo.
Ma, la sera, non avrei potuto contare le stelle
insieme alle farfalle notturne
e le lucciole non mi avrebbero condotto, in rito segreto,
presso quella radura dove le fate preparano filtri d'amore.

Mi avresti rinchiuso nel tuo recinto
per proteggermi dalle fiere e dalle streghe
che si aggirano nelle notti di luna piena.
Tu mi avresti difeso, oh! Quanto difeso,
ma, giorno dopo giorno,
mi sarei tramutato da cerbiatto in animale da cortile.

Ho scelto dunque di giacere là,
nel letto del fiume,
lontano da te e da ogni insidia del bosco.






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